Ciclo Vivo nasce da un’osservazione semplice.
Molte delle cose che usiamo ogni giorno — cibo, prodotti per il corpo, oggetti — arrivano da filiere che non vediamo.
Non sappiamo chi le ha fatte, dove nascono, come vengono prodotte, cosa lasciano dietro di sé.
Nel tempo, questa distanza è diventata normale.
Ciclo Vivo prova a ridurla.
Non è un progetto che propone soluzioni pronte.
È un modo per leggere ciò che esiste già, ma che spesso resta invisibile.
Parte dal corpo, passa dal cibo, arriva al territorio.
Perché sono tre cose separate solo in apparenza.
In realtà funzionano come un sistema.