“Ti sei fatto INFINOCCHIARE “  vi è mai capitato di sentire questa frase??

Io si , soprattutto da piccola quando i miei genitori e/o le persone intorno a me volevano evitare modi di dire più coloriti in mia presenza.

Mi è capitato di chiedermi cosa centrasse il finocchio, con l’azione di voler fare un torto ad un’altra persona, ora tutto mi è più chiaro.

Il Finocchio, dato il suo sapore aromatizzato veniva utilizzato prima di servire un vino non troppo buono, proprio per ingannare il commensale; da qui il termine “infinocchiare”.

Lo sapevate??

La sua stagionalità va da Maggio a Ottobre, semplice da coltivare in quanto non richiede particolari condizioni del terreno o situazioni climatiche , la sua unica richiesta per un buon risultato è tanta acqua.

Quasi interamente costituiti da acqua, i finocchi sono importanti in cucina per le sue qualità verso il nostro organismo, il loro aroma, caratteristico, che ricorda alla lontana quello dell’anice è dovuto alla grande quantità di olio essenziale che li compone.

 Come per molti altri alimenti, del finocchio non si butta via nulla , ma sappiamo quale parte di questo ortaggio utilizziamo solitamente?

Non sono i frutti, non i fiori, né le radici, bensì le grosse e carnose guaine fogliari, che nell’insieme costituiscono il cosiddetto “grumolo”.

Il finocchio come alimento non crea problemi allergici. Invece, alte dosi di prodotti erboristici a base dei suoi frutti o di estratti di finocchio, dove principi attivi del finocchio sono molto concentrati, potrebbero interagire con alcuni farmaci (compresa la pillola anticoncezionale) e non sono considerati sicuri  ad esempio per la donna in gravidanza.

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